Ognuno di noi porta dentro di sé i propri angeli e i propri demoni, la propria follia — che non significa essere matti — e il proprio Dio. Un coacervo di ordine e disordine, di luci e ombre, che costituisce l'unicità nell'essere se stessi. Nessuno può permettersi di varcare l'uscio dell'IO altrui.