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Il suo tracciato radio presenta un picco ogni 82 minuti: andamento bradicardico che le ha fatto guadagnare l’appellativo di “transiente radio a lungo periodo”, una rara famiglia di segnali la cui origine è ancora un enigma. Enigma che ora potrebbe essere stato risolto.
Arriva da due fisici della Goethe University una soluzione dinamica alle equazioni di campo della relatività generale di Einstein che descrive il collasso di una stella e la possibile formazione di una #gravastar attraverso la creazione di un mini-universo all’interno della materia che collassa.
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È in viaggio il numero di giugno di Universi, già disponibile anche sul sito della rivista. Con approfondimenti, rubriche, interviste e una ricca infografica sugli esopianeti scoperti in Italia. Buona lettura!
Quando l’amministrazione locale di Castellaro Lagusello le ha chiesto di creare insieme un festival di astronomia ha accettato subito. Ed è cominciata l’avventura de “L’Universo in tutti i sensi”. Lei è Anita Zanella, ricercatrice all’Inaf di Bologna, protagonista di questa puntata di “Incontri”.
“The heaventree of stars hung with humid nightblue fruit.”
“L’albero celeste delle stelle carico di umidi frutti nottazzurri.”
James Joyce, Ulysses, episode 17, "Ithaca"
[cielo ricreato con Stellarium]
#BloomsDay
Compleanno con il botto – un bolide che ha solcato ieri sera i cieli della Penisola – per la Rete Prisma (Prima Rete Italiana per la Sorveglianza sistematica di Meteore e Atmosfera), che ha festeggiato il 13, 14 e 15 giugno 2026 a Grosseto il decennale. Il servizio su MediaInaf Tv.
Scoperto grazie ai dati del Vla e di Alma un enorme serbatoio di gas molecolare freddo, il “carburante” per la nascita stellare, nella galassia Rebels-25, risalente ad appena 700 milioni di anni dopo il Big Bang. Si tratta della rilevazione di questo tipo più distante mai realizzata.
Un “cristallo di spaziotempo”, con l’aggiunta d’una minuscola quantità di energia, può trasformarsi in un buco nero. Fenomeno che un team della TU Wien e della Goethe-Universität Frankfurt è ora riuscito a descrivere in modo analitico.
A densità sufficientemente elevate, la materia oscura potrebbe lasciare un'impronta sulle onde gravitazionali che si propagano dai buchi neri in collisione. Impronta che gli autori di uno studio guidato da UCLouvain e dal MIT pensano di aver trovato nel segnale dell‘evento GW 190728.
Nonostante un recente studio fosse giunto a conclusioni opposte, pare proprio che l'espansione dell’universo continui ad accelerare. Crisi dunque scongiurata per il modello cosmologico standard.
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Il collasso di una stella massiccia non porta necessariamente alla formazione di un buco nero. Due fisici teorici hanno trovato una soluzione alle equazioni della relatività generale di Einstein che d...
Uno studio pubblicato su Physical Review Letters illustra la soluzione analitica per lo stato critico che precede la formazione di un buco nero. Analizzando un campo privo di massa in infinite dimensi...
È in viaggio il numero di giugno di Universi, che trovate già disponibile anche sul sito della rivista. Tra gli approfondimenti: i filamenti radio in Abell 2255, la supernova
Scoperto grazie ai dati del Vla e di Alma un enorme serbatoio di gas molecolare freddo, il “carburante” per la nascita stellare, nella galassia Rebels-25, risalente ad appena 700 milioni di anni dopo ...
Individuando alcuni errori metodologici in uno studio dello scorso novembre che – suggerendo fosse in corso un rallentamento nell'espansione dell’universo – sembrava mettere crisi il modello cosmolog...
Un team di ricerca di varie università europee e del Mit ha ideato un modello semi-analitico che potrebbe consentire di rilevare indizi di materia oscura “leggera” – se presente con densità sufficien...