Il Canale di Sicilia è un punto privilegiato da cui osservare tutto il Mediterraneo, in cui gli elementi che lo caratterizzano si ritrovano esasperati: un mare che può essere un ponte o un muro invalicabile, in cui il meteo cambia in continuazione, eterogeneo, contraddittorio.
Luca Misculin
La cosa più importante a cui ho lavorato negli ultimi due anni è un libro: si chiama “Mare aperto”, esce l’8 aprile per Einaudi ma da oggi si può pre-ordinare online e in tutte le librerie, qui: bit.ly/MareAperto_Einaudi.
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Se lo comprate oggi, “Mare aperto” vi arriverà a casa il giorno stesso dell’uscita. I pre-ordini sono molto importanti perché intorno a un libro si attivi un circolo virtuoso, e alla fine è un win-win: voi lo ricevete subito, e le ordinazioni gli regalano attenzioni e curiosità.
Se sapete già di voler leggere o regalare “Mare aperto”, pensateci (di nuovo, lo trovate qui bit.ly/MareAperto_Einaudi). E ovviamente nei prossimi mesi ci vedremo in giro per parlarne. Non vedo l’ora 🌊
C'è un nuovo podcast per raccontare bene la Resistenza: si chiama "Una mattina", è scritto e raccontato da Luca Misculin. La prima, di tre stagioni, uscirà (ovviamente) il 25 aprile. Tutte le informazioni sul podcast qui:
Un mare che per millenni è stato sfondo di guerre o esperimenti di tolleranza: e soprattutto in un momento come questo dobbiamo scegliere a quale delle due facce ispirarci, per costruire il Mediterraneo e l’Europa che vogliamo.
“Mare aperto” parla del Canale di Sicilia – il quadrato di mare fra Libia, Malta, Sicilia e Tunisia – e dei periodi in cui è stato al centro della storia umana dell’Europa e del Nord Africa.
È qui che i primi navigatori solitari del Neolitico hanno cercato l’ossidiana, il petrolio dell’epoca. È qui che nacque il primo vero impero marittimo della storia. È qui che fino a pochi secoli fa le navi commerciali entravano e poi sparivano, prede di temibili pirati.
Ed è qui, ovviamente, che ogni anno decine di migliaia di persone provano a entrare in Europa, fra mille ostacoli e difficoltà. Moltissimi di loro arrivano in questa lingua di cemento in una isola semi-desertica in mezzo al canale di Sicilia.
Un luogo popolato da rari uccelli migratori, cavi sottomarini, dittatori esuberanti, operai di piattaforme sperdute, e persone che passano il loro tempo a soccorrerne altre. Se avete ascoltato la Nave o l’Invasione o se seguite Morning Weekend, vi piacerà anche “Mare aperto”.