Historian of Strategic Thought @ Penn State; War in Ukraine; European football; Cats; ADHD Dadaism.
Maurizio Recordati Koen
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Il punto è che la nostra tradizione letteraria riflette segmenti di società colte interessati a CAPIRE la guerra. Ha restituito alla guerra una scienza, una terminologia e dei concetti che, per quanto scivolosi e instabili, aiutavano un pubblico crescente a discuterne in modo chiaro e articolato.7/9
E non si tratta di farvi un pippone sulla grandezza della cultura italiana né di vendervi l’idea che gli italiani fossero grandi militari. Né si tratta di dipingere un’Italia “bellicista”, amante della guerra. 6/9
Mi piace citare un’autrice italiana quattrocentesca—“italiana” si definiva lei stessa—Cristina da Pizzano, che scrisse che la letteratura sulla guerra richiede una trattazione “fattuale, accurata e sensibile” che risulti “chiara e comprensibile” a tutti. 9/9
Anche l’illuminismo militare settecentesco è ampiamente ispirato al vero padre fondatore della scienza militare, Montecuccoli, che a sua volta costruì la sua teoria sugli umanisti militari cinque-seicenteschi. 3/9
Non era una letteratura limitata a pochi professionisti del mestiere. La si leggeva e commentava dal farmacista o dal barbiere di paese, nei caffè e nei salotti più che nei teatri delle campagne militari. 8/9
Clausewitz stesso non avrebbe mai potuto concepire il Vom Kriege senza una tradizione letteraria alle spalle—da criticare ma anche da cui prendere a piene mani concetti, vocabolario e strutture argomentative. 5/9
Clausewitz lo sbertuccia, come fa con tutti i suoi predecessori, sparandosi pose da Prometeo. Eppure il suo maestro, Scharnhorst lo teneva come libro da comodino. Montecuccoli è stato il must-read per 3-4 generazioni di autori settecenteschi. 4/9
Molti europei leggono in italiano e/o lo traducono. Lo stesso termine moderno “strategia” rinasce nel 1594 col filosofo veneziano Francesco Patrizi che conia la nozione di “stratagetica”. 2/9
La codificazione dell’arte della guerra moderna trova le sue origini nell’età dell’umanesimo militare—da metà Quattrocento. La grande maggioranza dei trattati europei sono stampati in Italia, soprattutto a Venezia, La lingua principe dell’arte militare fino a metà del secolo XVII è l’italiano. 1/9